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Anemone Alpina (Pulsatilla alpina L. Delarbre subsp. millefoliata)

Descrizione

L’Anemone Alpina (Pulsatilla alpina L. Delarbre subsp. millefoliata) è una pianta che fa parte delle Ranunculaceae e cresce spontanea sui Monti Sibillini.

Il nome dell’Anemone Alpinafa riferimento alla peluria che riveste la pianta e all’insieme dei frutti che sotto l’azione del vento sembrano pulsare, muoversi in modo ritmico, anche il fiore pendulo vibra al minimo soffio di vento.

Il nome comune Anemone dal termine greco che significa vento, per la facilità con la quale si staccano i petali. Il termine Pulsatilla viene dal latino pulso, che significa “agito”. Si fa riferimento al particolare tremolio del fiore e soprattutto dei frutti quando vengono mossi dal vento. Di questa specie esistono diverse sottospecie.

L’Anemone Alpina è una pianta erbacea perenne con rizoma legnoso e fusti eretti lanosi, alta fino a 40 cm. Le foglie basali sono lungamente piccolate tomentose e divise in almeno tre segmenti a loro volta tripartiti e incisi. I fiori ha un diametro che va dai 4-8 cm e sono solitari e li troviamo in cima al gambo e sono di colore bianco.

Fiorisce da maggio a luglio soprattutto sui pascoli alpini e sub-alpini (dai 1800 – 2400 m di quota e raramente la troviamo dai 1000 -2700 m di quota).

Quella che troviamo sui Monti Sibillini è la sottospecie millefoliata che si sviluppa soprattutto sull’Appennino centro settentrionale. Relativamente comune nelle praterie subalpine di tutte le vette principali, da 1300 a 2500 m.

Tra le diverse fioriture che troviamo sull’alta valle del Lago di Pilato una delle specie è proprio quella della della Pulsatilla Alpina, pianta velenosa le cui proprietà antispasmodiche, sedative del sistema nervoso e analgesiche non possono e non devono essere sfruttate in preparazioni casalinghe.

Una leggenda è legata a questa pianta e narra che un tempo i boschi della Valle d’Aosta erano abitati dai lupi. Durante un inverno molto rigido questi si spinsero fino ai centri abitati in cerca di cibo, incutendo non poco timore negli abitanti. Infatti ci furono in quel periodo razzie di animali e molti bambini allontanatisi da casa non fecero più ritorno. Gli abitanti dei villaggi si rivolsero allora ad una maga che preparò una pozione a base di erbe che cosparse nelle aree intorno ai villaggi. Passato l’inverno e sciolta ormai tutta la neve sbocciarono dei fiori, bianchi e viola, con una peluria a ricoprirne fusto e foglie, proprio come il pelo dei lupi!

Questi fiori così strani e simili a loro fecero fuggire i lupi spaventati. Da allora quei fiori che la gente valdostana chiama “Lo fiour dou lu” rispuntano ogni anno nei prati.

ATTENZIONE: ricordiamo che sui Monti Sibillini è assolutamente vietato raccogliere qualsiasi specie di fiori

 

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