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Castelsantangelo sul Nera> Monastero di San Liberatore (XII°sec.)

Descrizione

Il Monastero di San Liberatore è un edificio religioso benedettino ubicato nel punto più alto del paese, all’interno della mura cittadine.

Il primo documento che ne attesta la sua esistenza risale al 1113 dove, nel Liber censuum Ecclesiae Spoletinae è annoverato tra le chiese dipendenti da Santa Maria di Visso.

L’edificio, costruito in stile romanico, si presenta con una struttura ad L ed un portico con due arcate a tutto sesto. Fu da sempre abitato da monache benedettine ma dal 1958 passò alle Suore Benedettine della Provvidenza.

L’interno, circondato dalle sue massicce mura castellane, si presenta come un insieme di volte e stretti corridoi dove spicca lo splendore della pietra viva. La navata è unica ed un ampio arco a tutto sesto lo divide in due campate coperte ognuna da una volta a crociera e numerosi sono i dipinti e gli affreschi di scuola umbra del 1400-1500 che è possibile ammirare.

Vicino alla porta di ingresso si trovava un grande affresco del 1475 attribuito a Tommaso di Pietro, allievo di Paolo da Visso, che venne staccato nel 1970 ed ora conservato all’interno del convento rappresentante San Cristoforo nell’atto di trasportare Gesù da una riva all’altra di un fiume popolato di pesci, bisce e sirene, simbolo delle difficoltà e delle tentazioni che l’uomo deve affrontare per raggiungere la salvezza.

La zona absidale della cappella interna risulta interamente affrescata ed al centro troneggia il Cristo Liberatore tra San Benedetto e la Madonna della Misericordia, sotto il cui manto allargato accoglie i fedeli. Il Cristo è vestito di un manto azzurro che lascia scoperta la spalla destra e gran parte del busto e porta, nella mano destra, le chiavi, simbolo del potere di liberare l’uomo dal peccato e nella sinistra il libro delle scritture.

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Castelsantangelo sul Nera (MC)
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