Montefortino> Ambro – Santuario della Madonna dell’Ambro (XI°sec.)

Descrizione

Incastonato in un’ampia gola nel cuore dei Monti Sibillini, tra pendici boscose e ripide pareti rocciose, interamente immerso nel silenzio e isolato tra i monti, sorge il suggestivo Santuario della Madonna dell’Ambro. Posto alle pendici del Monte Priora e del Monte Castel Manardo, è il santuario più antico delle Marche e, dopo Loreto, il più importante e visitato luogo mariano. Ogni anno è meta di migliaia di pellegrini e non solo che, sempre più numerosi, vi si recano per visitare questo luogo di culto e rendere omaggio alla Vergine Maria.

Il Santuario prende il nome dal vicino torrente Ambro, affluente del fiume Tenna, che proprio lì affianco scorre e che, nelle calde giornate estive, dona una piacevole sensazione di freschezza.  E’ chiamato anche la “Piccola Lourdes dei Sibillini” per la grande somiglianza che ha con il grande santuario situato in Francia e le “coincidenze” che in qualche modo li lega. Lourdes si trova nei Pirenei e l’Ambro nei Sibilllini; accanto a Lourdes scorre il fiume Gave, qui invece il fiume Ambro; anche a Lourdes la Vergine è apparsa ad una bambina, Bernadette, mentre qui a Santina. Ed infine la roccia che gli fa da cornice e che sembra ricreare l’atmosfera della grotta dove apparve la Vergine Maria alla piccola Bernadette Soubirou.

Posta in una cavità di un albero di faggio si trovava un’immagine della Madonna e ogni giorno, una pastorella di nome Santina, sordomuta fin dalla nascita, che conduceva su queste terre il suo gregge al pascolo, era solita portarle dei fiori che raccoglieva lungo il cammino. In un giorno del mese di Maggio dell’anno Mille, la Vergine le apparve in questa sacra roccia contornata da una luce splendente ed in cambio delle preghiere e dei fiori silvestri di cui la bambina era solita omaggiarla, le diede il dono della parola. La storia della sua origine sopra descritta la si può leggere su di una lapide commemorativa voluta da Padre Federico da Mogliano e posta all’interno di una cappella che riporta così inciso:

“Nel Maggio del Mille la Vergine Santissima, cinta di straordinario splendore, apparve in questa sacra roccia all’umile pastorella Santina, muta dalla nascita. La fanciulla ottenne il dono della parola in premio alle preghiere ed offerte di fiori silvestri che ogni giorno faceva all’immagine della Madonna posta in una cavità di un faggio…”

Sul luogo sacro dell’apparizione all’inizio dell’XI sec. venne edificata la piccola Chiesa di Santa Maria in Amaro o Santa Maria di Steterano, affidata ai benedettini della vicina Abbazia dei Santi Vincenzo ed Anastasio, abbellita e decorata da molti beni donati ai frati dai feudatari del luogo. Passò in seguito sotto la giurisdizione di Fermo ed il suo arcivescovo, Felice Peretti che in seguito diventerà Papa Sisto V, ordinò ai canonici della Cattedrale di Fermo di inviare qui stabilmente un cappellano. Agli inizi del 1600 la Chiesa di Santa Maria in Amaro risultava essere troppo piccola e oramai usurata del tempo e venne quindi disposto di costruirne una più grande. I lavori furono affidati all’architetto Ventura Venturi della Santa Casa di Loreto, il quale venne incaricato di progettare una chiesa, l’attuale Santuario così come appare oggi, che incorporasse al suo interno la chiesina originaria di Santa Maria in Amaro con 6 cappelle laterali poste lungo la navata.

La chiesa originaria di forma quadrangolare, oggi chiamata Cappella dell’Annunciazione, è situata nella zona absidale a cui si può accedere mediante due porte poste ai lati dell’altare maggiore. Molto suggestivo il ciclo pittorico di soggetto mariano dipinto sulla volta e sulle pareti da Martino Bonfini tra il 1610 ed il 1611 che raffigura i momenti salienti della vita della Vergine Maria con intorno Profeti e Sibille. La cappella dell’Annunciazione custodisce al suo interno tantissimi doni votivi lasciati dai fedeli ed un gruppo scultoreo in pietra policroma del 1562 raffigurante la Madonna seduta in trono con in braccio il Bambino Gesù che risiede sorridente sopra l’altare maggiore dietro ad un’ampia finestra. Nel 1640 terminarono i lavori della navata principale ed in seguito non furono necessari ulteriori interventi se non quelli effettuati tra il 1747 e il 1751 quando vennero eseguiti alcuni lavori di restauro ed effettuate nuove decorazioni.

Nel 1858, a seguito dello straripamento del fiume Ambro, la chiesa venne parzialmente danneggiata ed il romitorio (luogo dove vivono gli eremiti e nel quale si dedicano alla preghiera), contiguo alla chiesa invece subì danni irreparabili. Venne però ricostruito nel 1868 per interessamento di Don Domenico Duranti di Vetice. Il 22 Agosto del 1898, su progetto dell’Ingegner Francesco Saladini, iniziarono i lavori per la costruzione di una nuova strada che facilitassero l’accesso alla chiesa e che furono terminati nel 1910.

Il Santuario dal 1890 è gestito dall’Ordine dei Frati Minori Cappuccini che tutt’oggi ne sono attenti e premurosi custodi. Padre Luigi di Monterado fu qui rettore per 22 anni dal 1922 fino al 1947 e ha contribuito molto attivamente per rendere decoroso ed arricchire il Santuario. Fece affrescare tra il 1927 ed il 1928 la volta e le pareti da Virginio Parodi, fece realizzare tra il 1935 ed il 1938 il campanile a pianta quadrangolare posto sul lato destro del Santuario e aggiungere nel 1936 il porticato alla semplice facciata a capanna. Oggi è sepolto sotto il pavimento ed un’epigrafe ne ricorda la sua passione di onorare la Madonna.

L’interno del Santuario, a unica navata e soffitto a botte, è adornato di numerosi dipinti raffiguranti le Sibille, a testimonianza della trazione così radicata che lega questi popoli al culto della Maga. Nel 1925, dopo secoli di affettuosa e devota attenzione dei fedeli, giunse il riconoscimento della Chiesa che incoronò la statua della Vergine al suo interno custodita e, il 20 Febbraio del 1927, per maggiori privilegi spirituali, il Santuario venne aggregato alla Basilica di Santa Maria Maggiore di Roma. Nello stesso anno venne anche istituita la “Pia Unione di Maria Santissima dell’Ambro” approvata dall’arcivescovo Fermano Monsignor Carlo Castelli e dotata di proprie indulgenze.

Il Santuario della Madonna dell’Ambro, posto in uno scenario di rara bellezza, è luogo ideale per una gita fuori porta soprattutto durante la stagione estiva, quando la frescura che scaturisce dal fiume Ambro e l’ombra degli alberi circostanti donano un senso di pace e ristoro per il corpo e lo spirito. Sono ormai trascorsi Mille anni ma ancora oggi, la Madonna seguita a svolgere la sua missione di amore e tenerezza.

Curiosità: Nell’antichità, da Sarnano partiva un sentiero che portava alla Madonna dell’Ambro passando per Garulla, Casilicchio Valle e Capovalle. Sopra l’abitato di Valle, il sentiero si snodava su di uno sperone di roccia e lì era nata una pianta di fico. In questo luogo i pellegrini vi lasciavano un sasso perché era il punto in cui si cominciava ad intravedere il Santuario. 600 mt. prima di arrivare al Santuario, in prossimità di una croce in ferro tutt’ora visibile, il sentiero scendeva a valle e, proprio in prossimità della croce, veniva lasciato un altro sasso in segno di ringraziamento per il tragitto percorso.

Share This