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Arquata del Tronto> La Sosta di Giuseppe Garibaldi

Descrizione

Nel Gennaio del 1849, come risulta dagli scritti di Candido Augusto Vecchi, capitano del 23° di linea piemontese e storiografo della guerra del 1848, il Generale Giuseppe Garibaldi insieme al suo nutrito seguito di uomini, l’Ufficiale d’Ordinanza Nino Bixio, Gaetano Sacchi, Marocchetti, Andrea d’Aguyar, servitore, e Guerrillo il suo piccolo cane, (azzoppato in quanto aveva l’abitudine di camminare tra le zampe del cavallo del suo padrone) nel suo viaggio in direzione di Roma, passò in territorio Piceno.

Candido Augusto Vecchi si unì alla spedizione quando questa arrivò nella città di Ascoli e con loro rimase fino a Rieti, quando poi proseguì per Roma solo poiché doveva andare a svolgere il suo mandato di deputato partecipando ai lavori dell’Assemblea Costituente. Nella sua tappa di trasferimento da Ascoli Piceno a San Pellegrino di Norcia, Giuseppe Garibaldi fu ospitato nel paese di Arquata del Tronto dal governatore capo della reazione clericale Gaetano Rinaldi e, nella notte tra il 26 ed il 27 Gennaio, pernottò presso Casa Ambrosi.

Il mattino seguente, prima del sorgere del sole, il Generale e le sue truppe lasciarono il paese in direzione di San Pellegrino passando per Pretare prima e il valico di Forca di Presta dopo. Fino al passo furono scortati dal figlio del governatore di Arquata del Tronto che, in suo onore, portò una bandiera tricolore di seta.

In ricordo di questo passaggio, qui ad Arquata del Tronto, oltre ad una via a lui intitolata, rimane una lapide affissa su Casa Ambrosi ma che, originariamente, era stata posta sulla Torre Civica.

L’iscrizione recita così: «QUI – NEL 19 FEBBRAIO 1849 – TRAENDO ALLA VOLTA DI ROMA – FU – GIUSEPPE GARIBALDI – IL SUO NOME E UNA STORIA E UN’EPOCA – A PERPETUA RICORDANZA – MUNICIPIO E POPOLO D’ARQUATA – POSERO – NEL 20 AGOSTO 1882».

Precisazione: la data riportata sulla pietra è inesatta poiché, come abbiamo descritto sopra, Garibaldi qui soggiornò tra il 26 ed il 27 Gennaio.

Da quanto riportato dai giornali dell’epoca, l’inaugurazione della lapide avvenne alle dieci e trenta del mattino, seguita dall’inno garibaldino e dai discorsi delle autorità dell’epoca. Tutta la cittadinanza partecipò commossa ed entusiasta con drappi, bandiere e festoni che sventolavano dalle finestre che si affacciavano sulla piazza.

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Trisungo di Arquata del Tronto (AP)
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