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Pievebovigliana> Castello di Beldiletto (XIV°sec.)

Descrizione

In località Pontelatrave sorge il Castello di Beldiletto, voluto nel 1371 dalla famiglia Da Varano, una nobile famiglia di Camerino, come loro residenza estiva.

L’appellativo di “Beldiletto” risale al primo Rinascimento quando era abitudine attribuire nomi evocativi ai luoghi dove i Signori amavano trascorrere ore piacevoli.

Dalla forma rettangolare, presenta ai quattro lati torri angolari a base quadrata con muro a scarpata. In origine era circondato da un largo e profondo fossato alimentato dalle acque del fiume Chienti ed accessibile mediante un ponte levatoio che conduceva ad un androne con volta a botte.
All’interno si apre un loggiato sostenuto da pilastri ottagonali ed archi ogivali in pietra bianca e rossa che rappresenta un pregevole esempio di architettura tardo-gotica.

Numerosi sono stati i personaggi illustri che all’interno del castello hanno dimorato come ad esempio nel 1382 Luigi I d’Angiò e Amedeo VI di Savoia di passaggio su queste terre e diretti alla volta di Napoli.
Anche il Papa Giulio II nel 1510 vi soggiornò per un breve periodo con tutto il suo seguito composto da sette cardinali e 200 uomini a cavallo.

Nel 1419 il castello venne conquistato da Carlo Malatesta, signore di Rimini, in lotta con i Da Varano ed al suo interno vi tenne prigioniera Costanza Smeducci, seconda moglie di Rodolfo III. L’anno seguente il condottiero Bracco da Montone riuscì a riconquistare il castello restituendolo ai Da Varano.

Nel 1464 Giulio Cesare Varano lo trasformò in villa fortificata e lo arricchì con decorazioni e dipinti come era uso fare nelle ville dell’epoca. Alle pareti della sala grande volle realizzare un vasto ciclo di affreschi raffigurante di 60 personaggi a cavallo a grandezza naturale che ancora oggi è possibile ammirare, seppur il grave stato di degrado ed abbandono. tra essi sono riconoscibili Roberto il Guiscardo, suo figlio Ruggero, re di Napoli e Tancredi d’Altavilla.

Nel 1520 il castello passò a Sigismondo Da Varano ed alla sua morte, avvenuta nel 1522, passò al figlio Egidio. Venne in seguito distrutto nel 1528 dalle truppe della duchessa Caterina Cibo, impegnata nelle lotte dinastiche per il controllo della signoria dei Da Varano.

Dopo tale data il castello passò ad altre nobili famiglie fino ad arrivare alla Paparelli di Muccia che l’ho tenuto fino al 1993 utilizzandolo come casa colonica, fienile e magazzino dell’azienda agricola.

A causa del violento sisma del settembre del 1997 che per giorni imperversarono in tutta la zona, il castello subì parecchi danni e lesioni un po’ a tutta la struttura che hanno richiesto l’approvazione di un progetto di ripristino e ricostruzione delle parti lesionate. Nel 2002, a seguito di questi restauri, sono stati scoperti in alcune sale, nuovi cicli di pitture e nuove decorazioni.

Nel mese di marzo dell’anno 2000 il Tribunale di Camerino dispose la vendita del castello ed il 9 febbraio del 2001 una società romana si aggiudicò l’asta. Dal 2012 il castello ed i terreni circostanti sono passati ad altro proprietario.

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Pontelatrave – Pievebovigliana (MC)
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