Montemonaco> Itinerario “I segreti del Monte Sibilla”

Descrizione

Ubicazione: a soli 10 km da Montemonaco (AP)

Lunghezza del Percorso: circa 7,0 km

Altitudine: Partenza a mt. 1540 s.l.m. Arrivo a mt. 2173 s.l.m.

Difficoltà del percorso: Media. Per escursionisti e famiglie senza bambini

Durata del Percorso: 2h 30 minuti circa (Andata) + 2h circa (Ritorno)

Periodo Consigliato: da Aprile a Novembre (Anche in inverno con attrezzatura da neve)

Cenni Storici del Monte Sibilla

Il Monte Sibilla è un rilievo montuoso (2.173 m) del gruppo appenninico dei Sibillini. Prende il nome dalla Sibilla Appenninica, mitica abitatrice dell’omonima grotta (situata nei pressi della sommità) che da secoli vela l’altura di un’aura di leggenda e mistero.

Amministrativamente è situata nel comune di Montemonaco e per una parte in quello di Montefortino, rispettivamente appartenenti  alle province di Ascoli Piceno e Fermo, tutto il territorio è situato nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il rilievo montuoso deve il suo alone di mistero alla leggenda della Sibilla, figura mitologica che abitava la grotta omonima, un antro che si apre in un varco roccioso vicino alla cima posta a 2173 m s.l.m. Attualmente l’ingresso è ostruito da una frana.

Andrea da Barberino, con la pubblicazione del suo libro Il Guerrin Meschino, contribuì alla divulgazione della leggenda della Sibilla. Narra infatti di un cavaliere errante che si recò dalla maga per ritrovare i suoi genitori. Per un anno, soggiornò nell’antro e resistette, con tutte le sue forze, alle tentazioni invocando il nome di Gesù Nazareno. Anche il francese Antoine de la Sale arricchì, con un racconto dettagliato, la storia, la natura dei luoghi e la conoscenza dei Monti Sibillini. Compilò un’accurata pianta topografica della Grotta della Sibilla, che è attualmente conservata alla Biblioteca Nazionale di Parigi, descrivendo uno spazio ampio e circondato da sedili scavati nella roccia “intalieux tout entour”.

Le informazioni, spesso, erano tramandate oralmente e ricche di imprecisioni. Nel maggio del 1420, Antoine de la Sale, scalò la cima del Monte Sibilla, incamminandosi da Montemonaco. Raccontò l’esperienza nel suo Le Paradis de la Reine Sibylle (Il paradiso della  Regina Sibilla), contenuto nel libro “la Salade”, descrivendo la vita e le abitudini dei valligiani dell’Appennino del XV secolo.

Sibilla è anche il titolo di un importante poema drammatico di Giulio Aristide Sartorio.

PUBBLICAZIONI: Consigliamo la lettura del brillante Romanzo ABYSSUS SIBYLLAE di Michele Sanvico

Intinerario “I segreti del Monte Sibilla”

Da Montemonaco (AP), bisogna uscire dal paese in direzione Montegallo ed a soli 500 mt fuori dal paese, si deve seguire le indicazioni per le Gole dell’Infernaccio. Dopo circa 4 km si arriva ad un bivio con indicazioni sulla sinistra per il Rifugio Sibilla. Prendere la strada
brecciata (ghiaiata) e proseguire per i tornanti per altri 5 km. Questa strada può essere attraversata con semplicità da qualsiasi tipo di macchina. Dopo aver raggiungo il Rifugio Sibilla a 1540 mt. si deve parcheggiare per proseguire a piedi. E’ vivamente consigliato di rifornirsi di acqua poiché lungo il percorso non ci sono punti di abbeveraggio.

A questo punto avete due possibilità:

1° Percorso: continuare sulla strada sterrata proprio a fianco del rifugio, salire lentamente in quota, ed arrivare alla Grotta delle Fate per poi arrivare sulla cima del Monte Sibilla.
2° Percorso: prendere il sentiero dietro il rifugio e salire immediatamente (in maniera più ripida) in quota, percorrere tutta la cresta, arrivare alla Grotta delle Fate e poi raggiungere la cima del Monte Sibilla.

La prima opzione è una strada più lunga ma sale con più dolcezza e di conseguenza può essere percorsa anche da persone meno allenate.

La seconda è più impegnativa perché in circa 1h si è sopra alla cresta del monte. Il paesaggio e la percorrenza della cresta è sicuramente molto più emozionante e paesaggisticamente… da favola! Si può anche combinare i due percorsi salendo dal primo percorso e scendendo dal secondo per gustare entrambi i paesaggi.

Note Importanti:

entrambi i sentieri sono esposti al sole sempre e di conseguenza è consigliato l’utilizzo di copricapi, scarponi da trekking con i tasselli, racchette e una buona scorta di acqua poiché, soprattutto nei mesi caldi (luglio e agosto) il sole scalda molto e la sudorazione è abbondante. Si consiglia inoltre di utilizzare anche protettivi per la pelle con filtri maggiori di 15-20 per evitare insolazioni.

Scarica il Percorso in .Pdf, .Kmz, .Gpx e .Zip:

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