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Preci è un comune di 799 abitanti
della provincia di Perugia.
Borgo di origine medievale (XIII secolo) sviluppatosi all'inteno di una
fortezza. Il terremoto del 1328 lo distrusse quasi completamente.
Ricostruito, venne elevato a Comune nel 1817. Durante gli ultimi secoli
del Medioevo ed in età moderna (fino almeno al XVII secolo), raggiunse
una certa notorietà per una scuola di chirurgia specializzata
nell'estrazione di calcoli renali.
Acquaro è una frazione del comune di Preci, sita a circa 1.001 m s.l.m.
Si tratta di un antico castello di pendio, costruito intorno al XIII
secolo, della cui struttura rimangono la torre e la porta d'accesso. La
sua posizione arroccata ne consentiva una facile difesa e permetteva il
controllo della sottostante valle Castoriana e della vicina abbazia di
Sant'Eutizio. Infatti, faceva parte delle cosiddette ville della Guaita
(dal longobardo waita, guardia), abitati posti a difesa delle abbazie
nel medioevo.

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Nel 1809 viene inserito nell'appena
istituito comune di Preci,
durante l'occupazione Napoleonica.
Da menzionare la chiesa di Santa Maria del Rosario (XVI secolo), la
chiesa di Santa Maria del Carmine (XVII secolo) ed i prati di Colle
dell'Acquaro, a breve distanza dal monte Lungo (1.252 m s.l.m.).
Borgo Preci è la frazione del comune di Preci che si trova
immediatamente sotto all'abitato di
Preci. Si sviluppa lungo la strada
che risale il corso del fiume Campiano: il paese nasce (in periodo
recente) come insediamento commerciale per il castello ed i borghi
circostanti. Tra i monumenti da ricordare, la chiesa della Madonna della
Peschiera (XVII secolo), così chiamata per via di una vasca alimentata
da una sorgente e destinata, sin dal XVII secolo, all'allevamento delle
trote, ed un antico mulino con stalla, macina e cortile: da esso parte
una mulattiera che conduce al castello di Preci. Tra le attività
economiche principali, l'allevamento e la produzione ittica in vasca,
soprattutto di trota iridea bianca, salmonata, trota fario e salmerino
di fonte. A Borgo si trova anche un palazzetto dello sport (calcio a 5).
Collazzoni è una frazione del comune di
Preci (PG), posta a 868 m s.l.m.;
secondo i dati Istat del 2001, gli abitanti sono 28. Si tratta di una
villa di transito posta tra gli abitati di Montebufo e Forsivo, di cui
controlla i collegamenti: nasce probabilmente come nucleo rurale e
riunione di altre piccole ville, quali Civitelle, Villa del Guado e
Villa Campanara. Nei secoli passati, molti fabbri di Roma provenivano da
questo paese.Tra i monumenti da ricordare, la chiesa di S. Giuliana e S.
Alberto. La domenica dopo il Ferragosto si celebta la festa della
Madonna delle Grazie.
Corone (con San Vito) è una frazione del comune di
Preci (PG),
localizzata a 495 m s.l.m.; secondo i dati Istat del 2001, gli abitanti
sono 50. La sua posizione in valle (villa di transito) gli permetteva di
fungere in passato come luogo per i commerci e gli scambi tra tutti i
paesi vicini. Esso sorge lungo il corso del fiume Campiano, con un
antico mulino ora dismesso. Nel paese si trova anche un centro di
produzione ittica per la pesca sportiva. Anche in questo paese è
presente la tradizione del Piantamaggio. Da menzionare la chiesa di S.
Antonio Abate (XVI secolo).
Fiano d'Abeto è una frazione del comune di
Preci (PG)
collocata su un vecchio percorso di collegamento tra Preci e Norcia, nei
pressi di Abeto. Si trova a 900 m s.l.m. ed è abitato da 9 residenti; è
divisa in due nuclei separati, disposti in maniera irregolare.
L'attività prevalentemente praticata è l'agricoltura, per via della
fertilità dell'altopiano. Il luogo più interessante è rappresentato
dalle sei grotte utilizzate in epoca preistorica come tombe rupestri. In
esse sono stati ritrovati utensili del Neolitico e del Paleolitico, a
testimonianza di una frequentazione umana risalente ad almeno 200.000
anni fa: punte di lancia e di frecce, pugnali, pendenti e piccoli
coltelli. La grande quantità di frammenti di selce fa pensare anche alla
presenza di una officina per l'industria litica; gran parte di questi
oggetti e le decorazioni delle tombe si trovano ora nel museo diocesano
di Spoleto. Da menzionare anche la chiesa di S. Michele Arcangelo o S.
Angelo (XVI secolo), costruita sui resti di un tempio romano dedicato a
Giove.
Montaglioni è una frazione del comune di
Preci (PG) sito a 901 m s.l.m. ed
abitato da 5 persone (dati Istat, 2001). Il paese risale all'anno 1328 (Mons
ad Lunam), costruito come castello organizzato attorno alla piazzetta
centrale. Del castello rimane l'arco d'ingresso ad ogiva, datato 1333,
con una figura di leone posta sopra cinque monti. Esso era uno dei
castelli più importanti della cosiddetta Valle Oblita. Da ricordare la
chiesa di Santa Maria (XV secolo) e la chiesa della Madonna della Cona (XVI
secolo, Madonna dell'Icona), all'interno del paese. Quest'ultima
contiene un venerato frammento di polittico, rappresentante la Madonna
con Bambino, attualmente in fase di restauro. Notevole il fosso detto "lu
cugnuntu", con una cascata di circa 20 m. Tra le attività economiche più
importanti vi è un prosciuttificio, che segue l'antica tradizione dei
norcini. Nel 1911 vi è stata istituita una Comunanza agraria, tuttora
operante. Si festeggia l'Assunta, il 15 agosto.
Montebufo è una frazione del comune di
Preci (PG), il più elevato della
valle Oblita, trovandosi a 1.016 m s.l.m.; secondo i dati del censimento
Istat del 2001, gli abitanti sono 16. Tra i principali monumenti citiamo
la chiesa parrocchiale di San Leonardo di Limoges (XVI secolo), con due
portali del '400, un basso porticato ed un interno a due navate con
colonna centrale. Gli interni barocchi sono abbelliti da alcuni altari;
la facciata destra ospita un'opera pittorica del XVI secolo, la Madonna
con Bambino tra San Rocco e Sant'Antonio da Padova. Durante il terremoto
del settembre 1997, la chiesa fu molto danneggiata e subì anche diversi
saccheggi ad opera di trafugatori. Nell'altopiano si trovano un buon
numero di casali antichi. L'8 settembre si festeggia la Festa
dell'Icona. Nella zona viene coltivata una particolare varietà di farro,
il farro dicocco (Triticum dicoccum Schubler). Inoltre, vi si trova una
Comunanza Agraria.
Poggio di Croce è una frazione del comune di
Preci (PG) sita
a 938 m s.l.m. ed abitata da 10 persone (dati Istat del 2001). Il borgo
fortificato (podio crucis) sorveglia la strada che porta da Triponzo
alla val Castoriana. Del castello resta la porta ad ogiva ed un antico
campanile, posto sopra di essa. Fuori le mura c'è la chiesa di
Sant'Egidio (XV secolo); la facciata contiene affreschi di scuola
marchigiana del XV secolo, l'altare è sovrastato da una "Madonna con
bambino tra due santi", quadro del '600. Poi si ricorda anche la chiesa
dell'Annunziata (XVI secolo) che contiene un importante affresco del XIV
secolo, "L'Annunciazione", opera del fiorentino Giovanni del Biondo.
Infine, vi sono le chiese del Santissimo Crocifisso e quella della
Madonna della Quercia. Vi è una Comunanza Agraria.
Valle è una piccolissima frazione posta tra le due valli, Oblita
e Castoriana, originariamente sorta come castello di pendio per
difendere l'abbazia di Sant'Eutizio. Tra i monumenti d'interesse, la
chiesa di S. Macario (XVI secolo) e la chiesa di S. Fiorenzo (XIII
secolo).
Frazioni e Borghi nel Comune di Preci:
Abeto, Acquaro, Belforte, Castelvecchio, Collazzoni, Corone, Montaglioni,
Montebufo, Piedivalle, Poggio di Croce, Roccanolfi, Saccovescio, Todiano,
Valle, Villa Collescille; Casali Cordella, Casali di Montebufo, Casali
di Roccanolfi, Cervara, Fiano di Abeto, Le Cascine, Le Moie, San
Gaetano, San Lazzaro, San Vito, Vallecascia, Villa del Guado
Luoghi d’Interesse nel Comune di Preci:
Chiesa di Santo Spes (a Saccovescio)
Chiesa della Madonna della Peschiera
Abbazia di Sant'Eutizio (a Piedivalle)
Coordinate GPS: 42°52'45"N - 13°2'19''E
Nome abitanti: preciani
Santo patrono: Madonna della Pietà
Giorno festivo: 7 giugno |