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Arquata del Tronto è un comune di
1.318 abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche. Fa parte
della Comunità Montana del Tronto.
L'insediamento urbano del paese di Arquata sorge nell'alta valle del
Tronto, alla base del versante sinistro del fiume, sotto le cime dei
Monti Sibillini. Dista circa 30 km dal capoluogo Ascoli Piceno ed il suo
territorio comunale comprende una superficie di circa 92 km² spaziando
dai 590 ai 2.478 m s.l.m. Il suo comprensorio si estende fino
nell'estremo sud-occidentale della Regione Marche confinando con tre
regioni (caratteristiche che in Italia condivide col solo comune
confinante di Accumoli): Abruzzo, con la provincia di Teramo, Lazio, con
la provincia di Rieti, ed Umbria con la provincia di Perugia.
È l'unico comune d'Europa racchiuso all'interno di due aree naturali
protette: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud ed
il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord.
Il paesaggio è caratterizzato da pareti scoscese, dall'avvicendarsi di
boschi e pendii, da ampie balconate naturali da cui l'occhio spazia su
verdi campi o può scorgere da un lato la vetta del Gran Sasso e
dall'altro la maestosa parete del
Monte Vettore ed altre cime dei
Monti Sibillini.

Guarda la Fotogallery del Comune di Arquata del Tronto La
Sindone di Arquata del Tronto
In pochi sanno che nella chiesa di questa remota località appenninica si
trova una copia della Sacra Sindone custodita a Torino. La copia è
identica all'originale e reca impressa la scritta in stampatello «EXTRACTVM
AB ORIGINALI» «estratta dall’originale», posta tra le impronte del viso,
sebbene non sveli come questa copia sia stata ottenuta.
La sindone di
Arquata del Tronto fu rinvenuta nel corso di lavori di conservazione
e restauro della chiesa dedicata a san Francesco, eseguiti nel XVII
secolo. Il telo era piegato e racchiuso all’interno di un’urna dorata
nascosta dentro la nicchia di un altare.
Esiste una pergamena datata 1º maggio 1655, firmata dai religiosi di
quel tempo, che ne costituisce il certificato di autenticazione. Nella
stessa vi è scritto che nell'anno 1655 su petizione del vescovo
Bucciarelli, segretario del cardinale Borromeo, alla presenza di una
commissione appositamente incaricata, in una piazza di Torino, un
lenzuolo di lino di egual misura è stato fatto combaciare con il
lenzuolo della Sindone e che, a seguito di questo procedimento, sul
nuovo telo vi è rimasta impressa l'immagine del tutto simile. Come
questo possa essere avvenuto rimane un mistero. Un decalco fatto con
tecniche a noi sconosciute? Sembra noto, tuttavia, che nel XVII secolo
si ottenessero copie del Sacro Lino sovrapponendo un telo al sudario
originale e sottoponendo entrambi alla pressione di rulli metallici
riscaldati. Mediante questa operazione avveniva il trasferimento
dell'immagine.
Di sicuro è un bene molto prezioso per i credenti poiché ricavato per
contatto diretto con il sudario che avvolse Cristo nel sepolcro. Sulla
necessità per la Chiesa di fornirsi di una copia della Sindone, la
teoria più fondata sarebbe quella secondo la quale ci si volesse
tutelare da possibili incidenti che potessero accorrere all'originale
che, oltretutto, era in possesso non della Chiesa ma dei Savoia. L'aver
posto la copia in un luogo così remoto conforta la tesi che questa
volesse essere una sorta di "copia di sicurezza". Qui i francescani
l'hanno custodita gelosamente per secoli, limitando le ostensioni ed
utilizzandola per le processioni solo in casi eccezionali, l'ultima
volta in occasione della seconda guerra mondiale.
Anche la copia della Sindone d'Arquata, come le altre esistenti, è stata
messa di nuovo a contatto con il Sacro Lino originale. L'ultimo
accostamento dei due teli è avvenuto nell'anno 1931 in occasione
dell'ostensione della Sindone di Torino. Questi contatti hanno lo scopo
di rafforzare i poteri sacri delle copie che, secondo il credo
cristiano, si trasmettono alle riproduzioni al momento della loro
creazione.
La reliquia, in perfetto stato di conservazione, è stata protetta in una
teca su iniziativa della locale Amministrazione comunale per preservarla
da atti vandalici o da possibili furti e si torva permanentemente
esposta all'interno della chiesa.
Frazioni e Borghi nel Comune di
Arquata del Tronto:
Borgo, Camartina, Capodacqua, Colle, Faete, Forca Canapine, Pescara del
Tronto, Piedilama, Pretare, Spelonga, Trisungo, Tufo, Vezzano
Luoghi d’Interesse nel Comune di Arquata del Tronto:
Rocca Medievale (fortificazione del secolo XII)
Chiesa Madonna del Sole (in frazione Capodacqua)
Chiesa di Santa Agata (in frazione Spelonga)
Chiesa di San Francesco (in frazione Borgo)
Miliario (in frazione Trisungo)
Coordinate GPS: 42°46'21"N - 13°17'47''E
Nome abitanti: arquatani
Santo patrono: San Pietro
Giorno festivo: 27 agosto |