Montegallo> Chiesa di Santa Maria in Lapide (VIII°sec.)

Descrizione

Lungo il corso del torrente Rio, il principale affluente del Fluvione, sorge l’antichissima Chiesa di Santa Maria in Lapide appartenuta alla prestigiosa Abbazia dei monaci di Farfa (una congregazione di monaci benedettini che prende il nome dall’omonimo fiume, il Farfa appunto, un affluente del fiume Tevere) era parte integrante di un complesso edilizio solo in parte oggi intuibile. Questo monastero, nel medioevo, era molto ricco e potente perché era sotto la protezione imperiale di Carlo Magno.

In assenza di rappresentazioni grafiche, indagini storiche e archeologiche finalizzate a rilevare e individuare eventuali stratificazioni o aggiunte di componenti costruttivi che possono essere state realizzate negli anni, non vi è la possibilità di creare un quadro generale ed attendibile della Chiesa anche se dovrebbe risalire all’ VIII°-IX° sec. Quasi nulli sono gli elementi decorativi originali rimasti e visibili in quanto la Chiesa subì una quasi totale ricostruzione nella seconda metà del XV° e XX° sec..

Un’epigrafe tutt’oggi visibile nella muratura esterna del transetto si dice che recasse incisa la data di ricostruzione dell’edificio attuale, 1491 (oggi però non più leggibile).

L’interno a una unica navata e a croce latina è privo di abside. Feritoie, mensole per il sostegno d’apparati mobili, e piccole porticine segrete atte a garantire il controllo della zona e la difesa dell’insediamento, si possono notare nel lato conclusivo della Chiesa.

Include una cripta del IX° sec. e una campana in bronzo del 1400 con iscrizioni a caratteri gotici.

Percorrendo un breve tratto di un sentiero nel bosco posto a lato della Chiesa è possibile raggiungere un’Edicola (Santuario) chiamata “Lapide” perché ricorda il punto dove passava la vecchia strada che si suppone fosse una deviazione dell’antica via consolare romana .

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