Fiastra> Trebbio – Castello Magalotti (X°sec.)

Descrizione

Il Castello Magalotti, chiamato nell’antichità Castrum Flastrae, era un insieme di edifici che sorgevano sul colle di San Paolo fin da prima del IX sec. Negli anni le abitazioni e le mura furono demolite con lo scopo di ricavarne pietre da utilizzare per la costruzione delle nuove abitazioni ed oggi ne rimangono visibili solo pochi resti delle due torri, del mastio e di alcuni tratti della fortezza. Il Castrum aveva una superficie di 21.000 m2, solide mura che correvano lungo tutto il perimetro, sette torri, un possente mastio a forma tondeggiante del diametro di 5 mt. e nel mezzo si trovava la Chiesa di San Paolo, patrono di tutta la comunità. Il Castrum veniva utilizzato dalla popolazione che risiedeva nella valle sottostante per ripararvi il bestiame e le scorte alimentari durante le invasioni nemiche. Già nel 1240 era sotto la giurisdizione della città di Camerino ma apparteneva, assieme alle terre circostanti, alla famiglia Magalotti, conti di Fiastra e signori dei Castelli di Macereto, Appennino e Poggio. Vista la posizione strategica su cui era stato costruito il castello, Camerino lo acquistò dai Magalotti insieme agli altri tre castelli ad eccezione delle terre, delle vigne e del molino, per la cifra di 6.100 libre, come riportato su un documento dell’8 gennaio del 1259 stipulato dal notaio Fineguerra. Il territorio del Castrum era suddiviso in quattro circoscrizioni denominate Brevii Medii, Brevii Sancti Laurentii, Brevii Campibonihominis e Brevii Canonice. Ognuno di questi dipartimenti era composto da una propria struttura sociale ed amministrativa e comprendeva una chiesa a cui faceva capo una comunità di fedeli.

Gli organi del Castrum erano composti del Consiglio Generale e dal Consiglio di Credenza che, assieme al Podestà, risiedevano al suo interno. Al primo spettava il compito di approvare le nomine dei consiglieri di Credenza, del Sindaco Generale, dei Capitani, dei Baiuli (coloro che amministravano la giustizia penale per i reati minori), di un Massaro, colui che era il custode dei beni della comunità, quattro Hominis che avevano il compito di sorvegliare la macellazione del bestiame e la vendita delle carni, dei Viales ai quali spettava l’incarico di sorvegliare le strade, i ponti e le fonti e di numerose altre figure. Al Consiglio di Credenza invece spettava nominare altri ruoli più marginali ma sempre importanti per la salvaguardia del Castello. Il Castrum era regolato da statuti ai quali la Comunità si doveva attenere come ad esempio l’obbligo per gli uomini di radersi almeno una volta al mese, di non poter celebrare nozze clandestine e di non poter disporre, per gli uomini sposati, di una concubina. Inoltre tutti coloro che avevano un’età tra i 15 ed i 60 anni aveva l’obbligo di svolgere la funzione di guardiano per la sicurezza della Comunità, nessun forestiero poteva acquistare o ricevere immobili senza specifica autorizzazione e chiunque voleva ospitare un forestiero doveva darne comunicazione al Podestà e garantire che esso non avrebbe recato nessun danno e fastidio alla Comunità. La falciatura del fieno non poteva iniziare prima del 24 giugno e la vendemmia prima del 6 ottobre mentre i cereali dovevano essere macinati nel mulino di Fiastra. Tutte queste regole negli anni vennero riviste e corrette e comunque servirono a rendere efficace e funzionale lo svolgere della vita all’interno del Castello.

Fino al 1752 la residenza civica rimase entro le mura ma, con delibera del Consiglio generale del 6 aprile dello stesso anno, si decise di trasferirla nell’abitato a valle perché risultava scomodo da raggiungere durante il periodo invernale e perché il palazzo in cui si riunivano necessitava di interventi di restauro. Il restauro avrebbe comportato la spesa di 168 scudi mentre la costruzione di un nuovo palazzo non avrebbe superato i 150 e si avrebbe potuto utilizzare alcune parti del vecchio edificio. Venne quindi costruito quello che oggi è chiamato Palazzo Ruggeri ed in seguito, nel 1923, passò definitivamente nell’attuale e sontuoso Palazzo Conti oggi sede del Comune di Fiastra. Venne eretto nel XVIII sec. per volontà di Romualdo Conti e si tratta di una grandiosa e pregevole opera di architettura che contava, tra il primo ed il secondo piano, circa 20 stanze tra sale e camere varie, mentre al piano terra si trovavano gli uffici, i magazzini, la cantina ed il forno. Al suo interno si trova anche il Museo Archivio Storico di Fiastra nel quale sono stati raccolti lo statuto comunale del 1436 che venne stilato su di una pergamena e gli atti dei consigli risalenti al XV ed al XVI sec. rilegati in cuoio stampato. E’ possibile visitare anche un’esposizione archeologica permanente nel quale sono stati raccolti reperti rinvenuti negli anni a seguito di lavori di scavo sul territorio. Venne infine acquistato dal Comune quando la famiglia Conti decise di cederlo ed adibirlo a residenza civica. Oggi sulla sua parete è posta una lapide in ricordo dei cittadini che hanno perso la vita durante la Prima Guerra Mondiale.

Share This