Arquata del Tronto> Pescara del Tronto – Chiesa di Santa Croce (XII°sec.)

Descrizione

La Chiesa di Santa Croce, situata nel centro del paese di Pescara del Tronto, fu eretta dai Cavalieri di Gerusalemme e rimase di loro proprietà fino al 1587, quando fu da essi ceduta al vescovo di Ascoli. Non si hanno notizie certe in riferimento all’anno di costruzione. Il nome Santa Croce ha origine dalla reliquia custodita al suo interno ovvero una croce astile che uno sconosciuto abitante, di ritorno dalle Crociate, riportò in patria e che decise, di conseguenza, di voler cambiare il nome alla chiesa.

La chiesa presenta una facciata intonaca ed un portale di ingresso in legno, sormontato da una finestra a vetri a forma di mezzaluna. Sul lato destro vi sono due lapidi che recano incisi i nomi degli abitanti che con grande spirito di sacrificio ed attaccamento alla patria, hanno combattuto durante le due grandi Guerre ma che purtroppo, eroicamente, hanno perso la vita. Sul lato sinistro una torre campanaria, a base quadrata e realizzata in pietra, accoglie sulla sommità le campane ed un orologio.

Nella parete interna di fondo, protetta da una teca di vetro, è esposta la croce astile in rame sbalzato del XII secolo, appartenente al corredo sacro della chiesa e considerata tra le croci metalliche meglio conservate di tutte le Marche e giunte fino ai giorni nostri. Costituita da un’armatura di legno rivestita da una sottile lamina di rame dorato, presenta al centro l’immagine della figura del Cristo crocifisso ritratto in piedi e con gli occhi aperti.

L’affresco sicuramente più importante che è possibile ammirare al suo interno è quello posto alla destra dell’altare maggiore e dedicato alla Madonna del Soccorso, opera realizzata con la tecnica della pittura su intonaco da un pittore sconosciuto nel XV secolo. La tradizione narra che, in un periodo non ben precisato, dopo giorni di piogge insistenti, gli abitanti si sentivano minacciati da una frana che si sarebbe potuta staccare dalla montagna sovrastante il paese. Il sacerdote decise quindi di organizzare una processione in testa alla quale vi erano sette vedove vestite di nero e sette vergini vestite di bianco. Il corteo si avviò verso la montagna e, giunto ai suoi piedi, la ghiaia che da giorni ormai scivolava minacciando l’abitato, miracolosamente si fermò ai dinnanzi delle vergini. Da tutti interpretato come un segno divino legato all’intercessione della Madonna del Soccorso, intorno al 1600 venne edificata una piccola chiesa affianco a quella esistente, chiamata Oratorio, e intitolata appunto alla Madonna del Soccorso. L’attuale struttura così come appare oggi è l’unione delle due chiese.

Tra il XV ed il XVII secolo la zona sottostante il pavimento della chiesa venne utilizzata anche come cimitero per la sepoltura dei morti. Apposite buche erano destinate ad accogliere separatamente maschi, femmine, bambini e forestieri. Ogni cinque anni avveniva lo “spurgo” e le ossa, chiuse in sacchi, venivano riseppellite nello spazio antistante la chiesa. Tra il 1853 e il 1854, con il diffondersi dell’epidemia di colera, si rese necessario trovare un luogo lontano dal centro abitato per la sepoltura dei corpi. Venne individuata la località Cimetta di Vento, luogo che, dal 1889, ospita l’attuale cimitero.

Share This