Amandola> Salvi – Chiesa di San Pietro in Castagna (XII°sec.)

Descrizione

Poco fuori l’abitato di Salvi si trova la Chiesa di San Pietro in Castagna, di cui non si hanno notizie certe sulla sua data di origine. Osservando però gli elementi che compongono la facciata, un arco a tutto sesto sormontato da un architrave ornato con figure degli apostoli scolpiti a bassorilievo ormai consumate dal tempo, si può ipotizzare che la sua costruzione risale a prima del XII sec.

Il portale in stile romanico e la finestra risultano essere inseriti tra due contrafforti che furono inclusi successivamente all’edificio. La Chiesa è menzionata in documenti anteriori all’anno Mille i quali riportano che essa era una delle 51 chiese che appartenevano alla giurisdizione della Pieve di Sant’Angelo in Montespino (situata nel comune di Montefortino). Il 2 Gennaio del 1301, tra il Vescovo di Fermo Alberico ed il Pievano della Pieve di Sant’Angelo in Montespino, venne stipulata a Montottone alla presenza di molti testimoni, la “Convenzione di spoglio” nella quale il pievano si priva della giurisdizione di alcune chiese, tra cui anche quella di San Pietro in Castagna, che passa sotto la Diocesi di Fermo.

Nel 1530 venne eretta la Collegiata di Amandola e da quella data venne annessa alla medesima. La chiesa era retta da un Priore e fino al 1766 ebbe il controllo anche sulla Chiesa di Santa Maria in Vena, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, San Giovanni Battista di Valegnana (frazione di Comunanza) e la Chiesa dell’Immacolata situata nella frazione di Casa Tasso.

Spicca sulla sommità della facciata un campanile a vela che custodisce 2 campane; quella maggiore venne realizzata nel 1439 mentre quella minore, che fu portata via dal demanio nel 1803, fu voluta dall’allora Sindaco Marini e realizzata dai parrocchiani.

Al suo interno la chiesa conserva tre altari dell’epoca barocca ed una tela del pittore Domenico Malpiedi.

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